Da Montreal a Toronto sulle note della vita
2011/08/04 - Written by Monica Gerli
Incontro Carlo Berardinucci una domenica pomeriggio, e subito mi catturano l’entusiasmo e l’energia che emana questo giovane italocanadese che è tantissime cose in una sola persona.
Attore, impiegato e padre di famiglia, dopo diverse partecipazioni a spot pubblicitari, tra cui una clip per la LCBO sponsorizzata in parte da MADD, e con alle spalle esperienze di rilievo in “Confessioni di una mente pericolosa” di George Clooney e nel cult “Il giorno di Ognissanti” di Troy Duffy, Berardinucci è oggi anche un cantante jazz.
Figlio di padre abruzzese e di madre campana, Carlo è nato e cresciuto a Montreal, vive a Toronto con la sua famiglia da ormai nove anni e parla perfettamente francese, inglese e italiano.
Appassionato di motori e di auto (italiane), si diploma in ingegneria illudendo tuttti che quella sarà la sua strada. Al momento però di decidere gli studi universitari, Carlo è coinvolto in un progetto di recitazione a livello amatoriale con il “Gruppo Teatrale Romano” di Montreal e la stessa direttrice, Renata Venarelli, gli consiglia di pensare seriamente ad una carriera artistica.
Detto fatto, Berardinucci presenta domanda di studi presso la Concordia University e, con grande disappunto del padre che perde il suo futuro ingegnere in famiglia, sarà accettato nel programma “Theatre Performance and Voice”.
Saranno i tre anni più duri per il Berardinucci perché, contemporaneamente, decide di sposarsi con Johanna e il primo figlio arriverà praticamente subito. Carlo si trova quindi impegnato a studiare a tempo pieno, ma anche a lavorare il più possibile per il mantenimento della sua nuova famiglia.
Prima ancora di terminare i suoi studi, ha l’opportunità di recitare in lingua inglese a Montreal, occasione che lo porterà a far decollare la sua carriera di attore, non solo teatrale, ma anche cinematografica e nel settore pubblicitario. Nove anni fa, il salto a Toronto. Carlo e sua moglie trascorrono un fine settimana in città, con l’occasione di un’audizione. Piacevolmente colpiti dal downtown, dalla multiculturalità e dalle diverse forme di arte e di divertimento che la città offre, i Berardinucci decidono di trasferirsi.
È al Girl’s Night Out, locale jazz torontino gestito da Lisa Particelli, che Carlo ha la fortuna di conoscere Jen Sagar, cantante locale che lo spingerà verso la carriera musicale. Incoraggiato a salire sul palco fin dalla prima sera, Carlo preferisce seguire i concerti e le esibizioni seduto tra il pubblico del Ten Feet Tall Restaurant e dovranno trascorrere ben 8 mesi prima di convincersi al grande passo.
Data la sua preparazione artistica e vocale, chiedo al Berardinucci perché abbia esitato così tanto prima di esibirsi come cantante. In fondo, in quanto attore di teatro, dovrebbe essere già avvezzo alle platee e sono numerose le occasioni in cui ha prestato la sua voce per serie televisive, tra le quali “Puppets Who Kill” e “Rent-A-Goalie”. La sua risposta è semplice e molto chiara: “quando reciti, esprimi sentimenti che sono di un personaggio, non sono mai i tuoi. Quando canti invece, sei te stesso ed esprimi quello che realmente senti. Io non mi sentivo pronto a farlo”.
Quando, finalmente Carlo si esibisce sul palco con una lodevole "The More I See You" di Harry Warren, sembra proprio che il momento sia arrivato. Il pubblico gradisce molto la sua interpretazione e da allora, possiamo ascoltare Carlo Berardinucci ogni martedì sera all’Alleycats e in altri famosi locali tra i quali il Lula Lounge e il The Old Mill Inn. Il suo primo album, che raccoglie composizioni originali e cover di grandi successi jazz, si intitola She made me do it, dove “she” (lei) è dedicato a sua moglie Johanna e a tutte le donne che – in un modo o nell’altro – l’hanno spinto a cantare la prima volta.
Il progetto televisivo più recente, il primo episodio della popolare serie televisiva “The Kennedys” trasmessa lo scorso 8 aprile 2011, vede il Berardinucci nei panni di Joseph Russo. Candidato alle elezioni americane del 1946, Joseph Russo avrebbe potuto ottenere la maggioranza dei voti degli italo-americani, compromettendo la vittoria di John Kennedy, ma venne prontamente messo fuori gioco dall’improvvisa apparizione di un secondo Joseph Russo nella lista dei candidati.
Orgoglioso di questa sua ultima interpretazione, lontana dai ruoli stereotipati del passato, Carlo Berardinucci nel suo futuro ha ancora tanta musica, due progetti televisivi in corso e un progetto di arrangiamento di famose canzoni napoletane in versione jazz.. In fondo, commenta Carlo, le sue radici italiane sono quello che lo hanno avvicinato all’arte e per le quali, ogni giorno, si sente profondamente grato.